VIA DAI LUOGHI COMUNI!

Metto entusiasmo e determinazione in tutto quel che faccio perché so che quando si lavora sodo i risultati arrivano. A volte è facile nascondersi dietro ai luoghi comuni sulla politica, sull’economia, sulle cose che non cambiano mai, ma credo che per migliorare sia necessario che ognuno di noi, per quel che può, si tiri su le maniche e si dia da fare, contribuendo con forza, speranza e coraggio al cambiamento. E’ importante farlo subito e farlo insieme. Sono consulente finanziario, assessore nel comune di Bernezzo e consigliere della comunità montana valli Grana e Maira. Sono anche nonvedente, te n’eri accorto?



lunedì 21 novembre 2011

POLITICA E PIL: FINE DEL QUI PRO QUO

Fermo il fatto che il Pil è comunque un indicatore importante, da valutare e nel limite del possibile, sostenere, non foss’altro perché da lui dipende la riduzione del tasso di disoccupazione… E’ pur vero che sovrapporre la politica al pil ed ai soli temi economici, come si rischia di fare di questi tempi, è un grave errore. Come, secondo me, è altrettanto un grave errore marginalizzare o, peggio, ignorare, le istanze e le proposte di chi vorrebbe approcciare diversamente il tema della crescita o della de-crescita economica.

Robert Kennedy, che non credo fosse un pericoloso estremista, la pensava così:

***

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. (ops… forse era proprio un pericoloso estremista… ndr)
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. 
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. 

Robert Kennedy


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